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Lotta Volkova: la donna dietro Balenciaga e Vetements
Lotta Volkova e la moda. In Russia le donne non sono mai state più deboli degli uomini, anzi, sono sempre state ritratte come forti e potenti. Sarà anche per questo che qualunque cosa faccia Lotta Volkova assume una rilevanza “mistica” nel panorama di moda contemporanea. Ne percepiamo la forza e ne intuiamo i riferimenti culturali lontani, seppur incerti e per molti versi dopati da fantasticherie post-sbornia. In qualsiasi caso, diventa impossibile non apprezzare la spregiudicata scompostezza che emanano i suoi immaginari devastati da qualche mix letale di stupefacenti. E così, si viene travolti. Turbati e travolti e di nuovo turbati, ma sinceramente coinvolti.

Da Vladivostok con amore
Leva 1984, incoraggiata dalla madre – insegnante di fisica appassionata di moda- va a studiare fotografia alla S.Martins di Londra e lì finisce per rimanere. Inizia così il suo percorso artistico, con un piede nella moda e uno nella musica, ma anche nella fotografia e nel cinema.

La moda come atteggiamento. Ecco perché tutti vogliono Lotta Volkova
Un po’ come la compianta Manuela Pavesi per Prada, il ruolo di Lotta con Demna Gvasalia è stato più che determinante per il designer, che da quanto racconta l’artista, pare facesse pezzi interessanti senza sapere come proporli.

Il punto non sta tanto negli abiti ma in come li indossi.

Se è vero che nel segmento del lusso non interessa più la fattura del prodotto, quanto, piuttosto, l‘ammontare del suo “appeal” (ovvero, la sua “potenza visiva in termini di engagement“), va da sé che i consumatori non si scompongano più anche dopo aver scoperto che le Balenciaga Triple S vengono assemblate in uno sgabuzzino puzzolente in Cina.

“La generazione più giovane è alla ricerca di qualcosa che si distingua e li renda speciali piuttosto che necessariamente una finitura sorprendente che troveresti con alcuni marchi tradizionali”.

D.Gvasalia

Al di qua dei nostri packaging, infatti, quando si parla di marchi di lusso -commerciale- quello che conta veramente è il fatto che inneschino un botto di interazioni su Instagram.

E allora il punto non è farlo, ma venderlo bene

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Febbraio 2018: ecco i pezzi da prendere al volo da Zara adesso
Febbraio 2018: il mio è un lavoro un po’ sporco, lo so, ma qualcuno lo deve pur fare. Ho setacciato in lungo e in largo i vari e-commerce e confrontando le proposte con le passerelle SS 2018 posso dire di avere individuato praticamente tutti i pezzi chiave della stagione.

Febbraio 2018: come vestirsi?

Se le nuove proposte ti fanno rabbrividire- dal freddo -, ma hai bisogno di toglierti qualche sfizio, oggi vedremo su cosa puntare.

Dal confronto tra offerta, prezzo e qualità tra vari store online ho decretato un vincitore: Zara [...]
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L’avete visto il video???? https://www.instagram.com/p/BfIl5nwF6lY/

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Marchi moda di nicchia e fattore scarsità: ecco perché è il loro momento
Marchi moda di nicchia di tutte le nazioni unitevi: o uscite allo scoperto ora o mai più

Persino Zara e Mango si stanno spaventosamente contenendo nell’offerta dei prodotti. Le novità incalzano ogni settimana, ma guarda un po’, spariscono in un tiro di schioppo.

Esaurito. Ti informeremo con una mail non appena l’articolo sarà di nuovo disponibile.

E spesso e volentieri NON SARà MAI PIù DISPONIBILE. Praticamente questi se la cantano e se la suonano da quando sono entrati nella parte del “prêt-à-porter” e non c’è nemmeno bisogno di utilizzare gli espedienti delle limited edition, delle capsule, per attrarre i clienti e farli rimanere “sintonizzati”, se segui “la regola dei pochi”.

Il fattore scarsità sarà il valore più ricercato
Il fattore scarsità INFLUENZA il valore dei beni. Scarsità intesa come rarità, esiguità, quindi, prestigio. Ecco perché Chanel persiste nel dire “NO” all’apertura dell’e-commerce ed ecco perché il lusso estremo si trova così in difficoltà. Da una parte non può ignorare la digitalizzazione dei consumatori con relativo cambiamento delle abitudini al consumo, dall’altra, però, così facendo, rischia di rimanere fuori dai giochi e fuori dal tempo.

Il fascino discreto della scarsità è un valore che mai come oggi sempre più persone sentono come determinante nei loro consumi voluttuari. Questo accade perché il mercato è saturo, il consumo è diventato un meccanismo automatico, rapido e, pertanto, privo di sentimento e di eccitazione.

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Et les yeux. Et le ciel. Et les yeux. Et le ciel. 🎥

#milano❤️ #cinemagraph #ispirazione #videoart

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I miei buoni propositi per il 2018 sono più che buoni, deliziosi!I prodotti @pesoforma_officialpage sono un alleato ideale per riequilibrare il mio programma alimentare e rimettermi in forma senza sforzo, facendo il pieno di gusto ed energia! #pesoforma #perdipesoerestainforma #PesoformaNature #loveyourbody #adv

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H&M outlet nasce un nuovo format: perché la crisi è democratica
H&M outlet. Afound sarà il primo fast fashion outlet, ovvero la quintessenza della “povertà” (in senso lato)e del disagio. Strappati dalle braccia degli inceneritori, montagne di abiti e accessori indesiderati (e diciamolo: difficili da smaltire anche in termini di costi), saranno pronti per avere una seconda chance.

E questo sì che è davvero l’ultimo e definitivo stadio della sofferenza.

Ma cosa c’è dietro questo esperimento?

La verità è che anche i giganti del low-cost piangono
La crisi è democratica e chi non si rinnova è perduto. Il problema, però, sta a monte:

i Millennials comprano troppo poco.
Sai perché è difficile operare nella moda oggi (e intendo a tutti i livelli)? Perché i Millennials Occidentali non sono solo difficili da mantenere come follower, ma non spendono nemmeno quanto dovrebbero. O, almeno, quanto vorrebbero le aziende.

Senza -o quasi- prospettive, segnati dalla crisi del 2007 e da quella odierna, si muovono incerti e malinconici, spendendo troppo poco rispetto ai loro genitori.

Ma, allora, come si fa a fare business in un mondo in crisi?
Lo scopo del gioco del consumo non è tanto la voglia di acquisire e possedere, né di accumulare ricchezze in senso materiale, tangibile, quanto l‘eccitazione per sensazioni nuove, mai sperimentate prima.

I consumatori sono prima di tutto raccoglitori di sensazioni: sono collezionisti di cose solo in un senso secondario e derivato.

Zygmunt Bauman, “Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone”

Sensazioni nuove: società Millennials.

Se le spinte sostenibili stanno particolarmente a cuore a gran parte dei Millennials Occidentali, mette proprio male inquadrare una strategia definitiva in grado di mantenere alto il morale delle folle globali per più di qualche mese. Si pensi che gli ultimi dati sugli acquisti di lusso (in Oriente) sembrano confermare la tendenza dei giovani nel prediligere i marchi più innovativi dal punto di vista tecnologico. E anche #chissenefrega del patrimonio e della storia.

E allora si procede tutti per tentativi
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Kaia Jordan Gerber: sarà lei a liberarci da Gigi, Bella e Kendall?

Il fenomeno Kaia Gerber sembra inarrestabile, tanto da far sbiancare dall’imbarazzo persino le sorelle Hadid e compagnia. Tra poco non avranno più lavoro:

“we’re all trying to get all our work in now before she hits the scene. When that happens, we’ll all go broke!” -Kendall Jenner-

http://www.theladycracy.it/2018/01/30/kaia-jordan-gerber-sara-lei-a-liberarci-da-gigi-bella-e-kendall/

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E che dire dei nuovi #diorlipglow ? #DIORGLOWSQUAD 💓🤩💓 VIDEO 👉🏻 https://instagram.com/p/BeiT0NMFXxY/ Dior

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Hedi Slimane oggi e la rivoluzione annunciata in casa Céline
Hedi Slimane oggi. Ecco cosa sta per succedere a Céline.

Tranne l’Haute Couture che tedia e sbanda, ma non molla -e nemmeno accenna a modificare i suoi siparietti agée– il mondo all’esterno accelera e centrifuga tutti indistintamente.

Sembrava ieri che una Phoebe Philo esprimeva con orgoglio la sua riluttanza verso Facebook ( “preferirei andare in giro nuda piuttosto che farmi il profilo”) e proprio il mese scorso, veniva fatta accomodare fuori dalla porta di casa LVMH. E anche chissenefrega dei suoi sfegatati cultori del minimalismo, per Céline, Arnault ha grandi progetti. Altri progetti proprio.

Progetti che mirino ad arginare la schiacciante crescita dell’altro titano del lusso: il gruppo Kering che con Gucci e Balenciaga si conquista il primo e il secondo posto sul podio della desiderabilità nel settore lusso commerciale.

E così, anche se non si dice, l’Haute Couture viene adombrata dalla notizia dell’imminente rinascita di Céline con Hedi Slimane. [...]

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Dior Capture Youth: di cosa si tratta e perché provarlo, leggi qui
Dior Capture Youth, non è una nuova crema speciale, Dior Capture Youth, infatti, è il primo programma di giovinezza personalizzabile a seconda delle proprie esigenze.
L’iris di Firenze e la gliossalasi
La gliossalasi è un potente sistema naturale che la nostra pelle attiva per lottare contro i segni del tempo. Con il passare degli anni e con uno stile di vita irregolare, infatti, questo sistema di difesa si indebolisce.

L’iris di Firenze, principio attivo floreale [...]

http://www.theladycracy.it/2018/01/24/dior-capture-youth-di-cosa-si-tratta-e-perche-provarlo/

Moda 2018: tra fashion week traballanti e “remake” ecco cosa aspettarsi
Moda 2018. Ogni anno, da qualche anno, la stessa storia. Quando arriva la moda uomo di gennaio l’intero sistema moda va in tilt. Tutto viene rimesso in discussione. Crisi d’identità, crisi di nervi, crisi di panico. E così nel corri-corri generale di notizie, cambiamenti, sostituzioni e licenziamenti, riaffiorano le seccature lasciate in sospeso qualche mese prima.

Prima fra tutte quel rompicapo delle sfilate: la crisi delle Fashion Week
Se è vero che tutto cambia alla velocità di un feed instagram, i protagonisti della moda faticano a stare al passo e a imbroccare la strategia giusta.

Volendo un attimo fare il punto della situazione,

nonostante le scongiure degli organizzatori, stiamo assistendo al definitivo sfaldamento delle fashion week, e non è certo una novità. Le capitali – tolta Parigi- non “capitalizzano”. Se Milano Moda Uomo deprime divenendo una sorta di appuntamento per pochi intimi, New York si prepara al peggio, ovvero alla chiusura del palinsesto. Anche Wang si aggiunge alla lista dei pochi noti designer fuggiti dalla Grande Mela in cerca di nuove speranze.

Ma che cosa sta accadendo? [...]
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Moda primavera estate 2018: ecco tutto quello che devi sapere
Moda primavera estate 2018: come avete notato mi sono guardata bene dallo scrivere una roba del tipo” New trend 2018″, perché di nuovo non c’è niente. Eppure, non è un male, perché il riuso è cosa buona e giusta.

Cosa andrà di moda questa primavera estate 2018?
Se la minestra riscaldata solitamente non è consigliabile, il discorso non vale per la moda contemporanea. Le tendenze si diluiscono e così continua il selvaggio sbrodolamento di forme, volumi e colori anni ’80 e ’90.

Torneranno buone le reliquie della mamma, ma anche gli acquisti intelligenti dei saldi o quelli dell’anno scorso.

Vi serva tenere a mente solo questo: il principio di stile a cui tutta la moda si è piegata, al di là di quello che si può raccontare sulle fantomatiche “nuove tendenze”, è riassunto qui:

“Mettere il pezzo sbagliato sul corpo giusto”

A.Michele

L’errore e la dissonanza sono la nuova regola. Una regola che ognuno dovrà usare e dosare sul proprio corpo a seconda della propria personalità.

Ma giusto per rinfrescare la memoria, ecco un résumé dove troverai tutto quello su cui puntare nella nuova stagione, perché prima o poi cederai alle lusinghe dei cosiddetti “nuovi arrivi”.

Parola chiave “dissacrare”

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Golden Globe 2018: dress code indignazione
Golden Globe 2018. Tra le farse più grandiose con cui si è aperto il 2018 possiamo ascrivere a tutti gli effetti la parata di “vedovanza” andata in onda sul red carpet dei Golden Globe la settimana scorsa. Si tratta di uno strascico inverecondo di quell’influenza che ha colpito il cinema nei mesi scorsi.

Mi riferisco ai vari scandali che continuano a trapelare dopo aver “scoperto” la purulenta degenerazione umana annidata in alcuni uomini di successo.
Brutti e cattivi come Harvey Weinstein: le sceneggiature hanno bisogno di loro per essere più credibili
C’è bisogno di capri espiatori credibili per sotterrare le malefatte, senza intaccare i gli intoccabili.

E così Harvey Weinstein* viene incastrato, perché non serve più al sistema e perché, tra le altre cose, ce le ha proprio tutte: è brutto e cattivo. Perfetto per incarnare il “male”.

Eppure, è lo stesso Harvey Weinstein che per decadi e decadi ha avuto in pugno la stragrande maggioranza dell’industria culturale Occidentale. Quel Weinstein verso il quale moltissimi grandi nomi del cinema (oggi attivisti/e convinte/i) non si sono sentiti di lasciare dichiarazioni o hanno astutamente dribblato la questione.

[*N.B: Harvey Weinstein è quello che nel curriculum vanta opere benenefiche e varie onorificenze tra cui quella di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico— Londra, 19 aprile 2004 e quella di Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore— Parigi, 2 marzo 2012.*]

Golden Globe 2018. Ma tornando a Hollywood
Hollywood preferisce il nero, ma firmatissimo e sponsorizzatissimo. Ma nero. Nero, perché il momento è catartico, oltre che serissimo. E così, ecco le vedove/i allegre/i sfilare tra i flash in nome della solidarietà femminile, perché “il tempo è scaduto”e, soprattutto, perché questo è proprio quello che Noi poveri sempliciotti limitati, ci aspettiamo dai nostri beniamini.

Noi poveri spettatori sempliciotti abbiamo bisogno
di vedere queste belle facce impegnate nella causa e abbiamo pure bisogno di vedere la solita America combattere il male del mondo. Sì, in effetti, esigevamo una qualche iniziativa da parte del Gotha del cinema, tanto quanto Hollywood necessitava di salvarsi la faccia.

E così, il film prosegue non deludendo le aspettative: Time’s up
“Time’s up“, eppure nell’ipocrisia generale, la bella Hollywood fatica a nascondere lo sporco sotto il tappeto, tanto è vero, che tra un premio e l’altro e le nebulose dichiarazioni intorno alla neonata iniziativa di raccogliere fondi da destinare alle vittime più indigenti, si twittano bombe a orologeria contro protagonisti e premiati ( v. James Franco, per dire).
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5 modi per sopravvivere a una giornata no( ma anche a più di una)
5 modi per sopravvivere a una giornata no, ovvero alla morte nera che ti invade e ti percuote l’animo in una fredda, grigia, immorale, giornata di metà inverno.

Premessa
Se non ti rimane nemmeno di che piangere, perché quelle che venivano chiamate lacrime sono solo un ricordo lontano calcificato chissà dove da vari balsami chimici, forse ti conviene darti una scrollata senza annegare sul divano, in pigiama, davanti a Netflix.

Quindi, alzati, lascia l’Iphone in un’altra stanza, spegni il computer
e allontanati dalla cioccolata e dai biscotti, che portano solo sensi di colpa.

Per prima cosa: ritorna su questo pianeta. Toccati il braccialetto e renditi conto di dove sei, senti i piedi nelle ciabatte, l’elastico che preme sui fianchi, il contatto del reggiseno sulla schiena, insomma, torna a percepire te stessa e lascia le “fantasie dannose prodotte dalla mente fuori”.

Ora che hai ristabilito il contatto con te stessa, sei libera di fare cosa ti ispira di più:

ecco 5 cose che puoi fare per ripigliarti [...]

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Jonathan Anderson stilista: chi è il tizio dietro la “pierce bag”?
Jonathan Anderson stilista: scusate, chi? Intanto, ti può servire sapere che l’occhio lungo del mecenate Monsieur Bernard Arnault, che tutto vede e tutto converte in business, è già arrivato al giovanotto. LVMH, infatti, ha già una quota di partecipazione nell’omonimo marchio e dal 2013 proprio dallo stesso gruppo è stato investito del grande compito di rinnovare il percepito di Loewe (altro marchio sotto la tutela della holding). E così a 33 anni il nostro coetaneo Irlandese sta già in una botte di ferro.

Ma c’è da dire che se lo merita
Sarà la giovane età, ma J.A, svecchia costantemente l’idea di lusso, non solo con i prodotti, ma pure con iniziative di marketing mai banali (per approfondire vedi qui). La sua estetica indaga le silhouette maschili e femminili offrendo un punto di vista attuale che predilige il mix di generi. Appassionato di arte visiva, fa uso di linee asciutte e affilate sperimentando look destrutturati che offrono un’interpretazione contemporanea del concetto di seduzione.

Riepilogando il suo c.v
Jonathan William Anderson nel 2008 fonda l’ azienda JW Anderson. Solo accessori, solo per uomo. Il suo lavoro è accolto con grande partecipazione dalla stampa e dai buyers. La giovane promessa nel 2010 lancia una capsule femminile. Le vendite salgono. Nel 2012 collabora con TopShop: esce la sua prima collezione di rtw. Si inserisce il gruppo LVMH (leggi sopra).

Tra i riconoscimenti ci sono stati i British Fashion Awards per “Talento emergente, Ready-to-Wear” (2012), “The New Establishment Award” (2013) e “Menswear Designer of the Year” (2014). Più di recente ai British Fashion Awards 2015, il marchio ha ricevuto uno storico doppio riconoscimento per “Menswear” e “Womenswear Designer of the Year”.

Il marchio JW Anderson è [...]

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La moda di oggi passa dalla casa: arredamento is the new abbigliamento
La moda di oggi passa dalla casa. Messa sotto chiave e pure abbruttita una vanesia Carrie Bradshaw intenta a blaterare idiozie riguardo i suoi stipendi appesi nell’armadio dentro la sua bettola Newyorkese (molto più simile a un ripostiglio che a una casa), siamo pronti a guardare con occhi nuovi il nostro presente e il nostro habitat.

Un presente dove la propria casa, già luogo votato al risanamento delle ferite procurate dalla nostra critica compresenza in mondi estranei, tramite Instagram viene ad assumere una rilevanza pubblica.

E così la nostra crescente diffidenza verso l’esterno viene alleviata
con l’amore e le premure dedicate alla casa, vero e unico bene rifugio, sia questa un 30 mq o un vecchio casolare. E così nascono e si moltiplicano sacerdoti e sacerdotesse dei focolari domestici, votati all’abbellimento dei santuari.

Oggi prendiamo nota di un altro capitolo della storia di questa umanità.
Oggi, infatti, vi racconto di quella volta in cui il genere umano arrivò a sperimentare il massimo grado della soddisfazione consumistica comprando candelotti e tavolini al posto di scarpe e paltò.

Poco sopra accennavo alla valenza pubblica che l’arredamento sta conoscendo sotto l’egida Instagram. Indubbiamente questo fatto è la risultante di più premesse, quali, innanzitutto la sperimentazione di un’esistenza precaria dal punto di vista economico (crisi, disoccupazione ecc.) e fisico (attentati), ma pure una conseguenza dello straordinario sviluppo tecnologico. Una tecnologia “amica” che tende sempre più ad assecondare la nostra predisposizione alla facilità del fare e fruire cose dal nostro divano.

Superomismo 3.0 [...]

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Saldi 2018: la guida definitiva per comprare bene
Saldi 2018: cosa conviene comprare? Oggi il termine”tendenza”non significa più niente. Oggetti vari venduti come “di tendenza” vengono lanciati su Instagram ogni quarto d’ora e siccome vanno e vengono come i raffreddori, comprare intelligentemente diventa un affare sempre più difficile.

“Compriamo bene e facciamo durare“, suggerisce Vivienne Westwood.

Ho parlato proprio l’altro giorno della maturità a cui i consumatori stanno arrivando anche attraverso l’assimilazione di filosofie Orientali come quella del Wabi-sabi, in questo senso le scelte di consumo tenderanno sempre più a proiettarsi sul lungo periodo, sfaldando così il mito della quantità sulla qualità.

Se le tendenze non esistono, gli stili persistono negli anni
Da qualche stagione, ad esempio, prevale un approccio vestimentario “anticonvenzionale” piuttosto irruente che fa capo a maestri della contraddizione e della caricatura quali Alessandro Michele e Demna Gvasalia. Dato che tutti gli altri marchi seguono il filone di cui sopra, sarà giustificato l’acquisto di pezzi in linea con questo tipo di visione.

Ma che pezzi?
I capispalla firmati. Destinati a diventare i nuovi diffusori di status symbol (come le borse), nei saldi conviene accaparrarsi un cappotto, un teddy coat, un trench o una giacca ad un prezzo umano da indossare negli anni.

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Tendenze 2018 moda: dal Wabi-sabi alla sostenibilità è l’anno della spiritualità
Tendenze 2018 moda. Se il vasto tema della spiritualità sembra essere diventato un cliché per fare business facile, la sua presenza nella società contemporanea non è destinata ad esaurirsi in una serie di canzonette demenziali o in qualche docu-fiction di ricchi vip afflitti da sensi di colpa.
I maestri dicono che siamo nel bel mezzo di una trasformazione epocale mai vissuta prima su questo pianeta. Saremo testimoni di una svolta evolutiva che interesserà le coscienze abbracciando amorevolmente tutti i credo religiosi. E così, proprio mentre il mondo sembra vivere gli ultimi spasmi della sofferenza dimenandosi come un pesce attaccato all’amo, questa non sarà la fine.
Non siamo ancora spacciati
I saggi invitano al non giudizio, al distacco e alla fiducia in un disegno superiore molto più accurato e magnanimo di quello che i parziali media tradizionali ci invitano a considerare.
Dopo l’arido gelo dell’inverno, il terreno sembra così pronto per accogliere una nuova semina.
E mentre la distopia quotidiana appoggiata da un uso sconsiderato e assurdo dei mezzi di comunicazione, primi tra tutti i Social, parrebbe spingere la civiltà nel baratro, la luce della verità filtra incondizionatamente più di quanto si potrebbe immaginare.
Il cambiamento è inarrestabile e si muove dentro e fuori di noi, anche se non ce ne accorgiamo
E non si tratta di una moda. Piuttosto è la moda che, come suo solito, prima di tutti capta i movimenti dell’universo cristallizzando sensazioni e vibrazioni in forme e sistemi segnici nuovi.
Una nuova sensibilità: perché spiritualità è anche attenzione, comprensione e riscoperta
La recente iniziazione dell’Occidente al Wabi-sabi, non è casuale [...]
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Sono un po' ingrassata, che cosa mi metto? Ecco le soluzioni migliori

Sono un po’ ingrassata, che cosa mi metto? Ecco le soluzioni migliori
“Sono un po’ ingrassata e non ho niente da mettermi”. Questa, effettivamente, potrebbe essere una buona scusa per ingozzarsi di shopping online , una terapia che nel 90% dei casi rischierebbe di riempirci di sensi di colpa e di robaccia deforme.

Faccenda altamente immorale per il nostro portafoglio, per il nostro armadio, per l’ambiente e per la fame nel mondo.

Se hai preso qualche chilo di troppo e non ti vorresti nemmeno vedere in cartolina, figurarsi allo specchio, non lasciarti prendere dallo sconforto o da raptus nevrotici. Metti un attimo da parte quei pantaloni che ti tirano e respira.

Sappi che quello che non ti entra oggi, ti darà lo stimolo per dimagrire domani.

Ora ritorna al tuo armadio e concentrati.
Il massimo grado della felicità sta nella comodità,

questo principio guiderà le tue scelte allontanandoti dal fallimento.

Ecco i pezzi comodi su cui puntare se hai preso qualche chilo di troppo. E che la forza sia con te [...]
http://www.theladycracy.it/2017/12/29/sono-un-po-ingrassata-che-cosa-mi-metto-ecco-le-soluzioni-migliori/

Fantascienza 2017: dagli alieni Gucci in avanti, cosa c'è dietro?

Fantascienza 2017: dagli alieni Gucci in avanti, cosa c’è dietro questa mania?
Fantascienza 2017. Un anno di viaggi intergalattici

In questo anno non solo abbiamo eccelso nel familiarizzare con il brutto, ma abbiamo pure accettato, quando non inseguito a rotta di collo, entità Altre e mondi paralleli. E’ stato l’anno di Blade Runner 2049 e ora dell’ Episodio VIII di Star Wars. Lo stesso Star Wars per cui negli ultimi giorni si spendono inquantificabili parole.

Il medesimo finzionale Star Wars per cui gente VERA si mobilita per aprire petizioni “SERIE” che, peraltro, non avranno alcun seguito (i maniaci della saga vorrebbero che la Disney-LucasFilm ovviamente è assurdo solo a pensarlo- rifaccesse l’episodio perché non è all’altezza degli altri).

E quindi sì, il disagio sulla terra sembra così alto che siamo arrivati allo stadio in cui la gente accantona il reale scagliando le proprie energie su cose che non esistono.

Umani irrecuperabili cercano mondi nuovi da abitare
E così della nostra avanzata infermità mentale stanno chiaramente, ma anche giustamente, “approfittando” i creativi di tutti i settori. Primo fra tutti Alessandro Michele che già a fine aprile, fiutando l’affare, ci prometteva pass e filtri vintage per entrare su navicelle spaziali dirette fuori dalle follie di questo mondo.

Illusione e mondi possibili, la filosofia di Alessandro Michele
“Honestly, I want to say that it’s almost my way to be.

I love the things that you are not really sure if they exist or they don’t.…

So the highest expression of creativity for me is that you are sure that you are looking at something that probably is not real — or it is.

The way you look at something could be unreal.
I mean the words unreal, illusion — it’s like a poem. You can’t touch it, but you can feel its soul. […] “*

Era fine aprile quando il cast di alieni Gucciani debuttavano in società (leggi Instagram)
introducendo la “saga” Stellare nella moda, quella “giusta”. Un’intera campagna invernale basata su di un archivio mitologico fantascientifico cinematografico e televisivo comune a tutta l’umanità. Una trovata nostalgica e divertente destinata già nelle sue fasi embrionali a diventare blockbuster.

Ma cosa c’è dietro la scelta di puntare proprio sul filone fantascientifico? [...]

http://www.theladycracy.it/2017/12/24/fantascienza-2017-dagli-alieni-gucci-in-avanti-cosa-ce-dietro-questa-mania/

Stile inverno 2017: ecco i 5 pezzi che hanno contraddistinto la stagione fredda
Stile inverno 2017: ce lo ricorderemo per questi 5 cult moda, pronte a scoprirli?

Davanti all’incalzare della nuova leva di direttori creativi e consolidati i comportamenti d’acquisto disfunzionali dei Millennials, abbiamo tutti compreso che di tendenze non si può più parlare.

“Tendenza” è un termine desueto
Non significa più niente, poiché è legato a un tempo che non ci appartiene più.

Oggi la dimensione temporale è sfasata da internet e dai social. Gli stessi Internet e social che hanno mandato in delirio tutto un sistema creativo, industriale e logistico consolidato nel secolo scorso.

Morale
La morale, quindi, è che il fattore tempo è un concetto nebuloso, relativo e inafferrabile, perché trafitto a morte dalla velocità della rete, della connessione istantanea con il mondo.

E quindi, non si parla più di tendenze, ma di “cose da mettere”.

Ovviamente, come più ci pare.

I cult moda dell’inverno 2017
E così l’occasione d’uso e la necessità di indossare determinati look sfumano definitivamente in una caotica omologazione alla vita casual. Adattamenti che girano intorno a determinati capi e/o accessori.

Ecco i 5 pezzi culto della stagione invernale 2017

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La moda oggi: ecco perché “il brutto” è sempre più bello
La moda oggi non vuole essere niente di più di quello che non è. Piuttosto bruttina rispetto alla tradizione, ma di successo. Perché?

La moda oggi. Apprezzare quello che non ci piace
Non è stato facile, ma alla fine ce l’abbiamo fatta, dapprima scrutato di nascosto con disgusto, poi osservato con curiosità e, infine, indossato con poderosa tracotanza.

Il brutto nella moda è stato accettato,

fino a diventare indispensabile

In costante rapporto osmotico tra interno ed esterno, il brutto che è in noi e fuori di noi ha avuto ufficialmente il suo contraltare vestimentario.

Il termine “Ugly” sta al nono posto della classifica dei 10 termini più ricercati su Goggle nel 2017 e a chiunque osasse contraddire i dati, consiglierei di togliere dagli occhiali le lenti “felicità” e di guardarsi intorno.*

Il brutto nella moda, una visione apocalittica
La familiarizzazione e quindi l’accettazione del “non bello” , del non sense o, ancora, dell’assurdo, per Gregk Foley di Highsnobiety è il quinto e ultimo stadio del dolore, un atto di rinuncia alla ricerca del significato e della verità.

Un consapevole, quanto arrendevole, atto di sfiducia
nei confronti di un mondo alla deriva in cui niente ha più senso, se non per essere distrutto.

That fashion is inherently meaningless, and existing, as it does now, in a world where truth and meaning are increasingly meaningless themselves, the only way forward is to disregard everything, and tear the whole thing down.*

Distruggere e ignorare, in pratica, mollare la presa, assecondando gli eventi con rassegnazione.

Ma perché il brutto ha tutto questo successo?
Se prima il brutto della moda era un affare per radical chic, proseliti praticanti della religione Prada e affini, oggi, il “non bello” apparentemente sembra non avere alcuna pretesa intellettuale.

Il brutto apre le sue braccia alle genti comuni, ai sempliciotti, agli ignari, insomma, a chiunque voglia fare il suo ingresso nella dimensione alternativa, pseudo-anticonformista guidata da eccellenze creative-comunicative quali Demna Gvasalia, Virgil Abloh e Alessandro Michele.

Il brutto di oggi, non è un movimento isolato di antimoda, [...]

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Pantone 2018: il peggio sembrava passato, invece no
Pantone 2018, se pensavamo che non ci potesse essere niente di più scoraggiante delle palette senape e marroncine e della greenery therapy ( che faceva molto clinica psichiatrica), bè, ci sbagliavamo.

Il colore dell’anno 2018 sarà il VIOLA
Nasce dal blu e dal rosso. Clericale, mortifero e sincero nel suo sovversivo modo di presentarsi, il viola acceca, sballa tutti gli abbinamenti, semplicemente perché non c’è un abbinamento giusto per indossarlo. Lo si mette e basta, consapevoli del frastuono visivo che arreca.

Viola in tutte le sue sfumature,
ma soprattutto bello intenso. Ultra Violet , proprio come un incubo o i raggi dannosi per la pelle. Se lo dovessi definire con una parola? “Cancerogeno“.

Il viola è una catastrofe imminente, l’ematoma di un pugno in un occhio, una nuvola di radiazioni nucleari, uno stato ansioso, una notte insonne.

[...]

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Cosa succederà nel 2018?Ecco le prospettive.

I guru si sono riuniti e hanno espresso i loro vaticini: il 2018 sarà l’anno in cui l’Occidente metterà ufficialmente la parola fine alla sua supremazia economica nei confronti del pianeta, cedendo a tutti gli effetti e a malincuore il testimone.

[…]for the first time, more than half of apparel and footwear sales will originate outside of Europe and North America, as the main sources of growth are emerging market countries across Asia-Pacific, Latin America and other regions*.

fonte Businessoffashion.com

Se il 2016 e il 2017 sono stati anni di transizione
in cui la comunità Occidentale ha sperimentato il caos in tutte le sue più “brillanti” declinazioni (politiche, economiche, religiose, sociali, mediali) la familiarizzazione con questo nuovo standard di vita è giunta a compimento.

Non ci resta che prenderne atto e rimboccarsi le maniche o piangere, ma dopo il selfie.

Incertezza e imprevedibilità saranno la nuova norma,
come dicono sul Businessoffashion.com E noi li prendiamo in parola.

Noi, bellissimi, orgogliosi nuovi poveri, ma ricchi d’ingegno nel dissimulare il disagio, ci barcameneremo come potremo cercando di non estinguerci. A ruota, sulla stessa lunghezza d’onda delle persone comuni, anche il lusso tenterà di non scomparire polverizzato dalla sua stessa ambizione di diffondere “esclusività di massa” in un mondo avvelenato da Amazon, Asos, Zara e H&M.

In tanti si sono chiesti cosa ci sarà dopo la “piaga” delle [...] LINK PRIMO COMMENTO

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Filler labbra, archiviate le tettone, ora c’è il labbrone
Filler labbra. “Ma quando te lo fai sei sicura di essere più bella?”

Ma soprattutto sei sicura?

Filler labbra, il bricolage estetico che promette popolarità
Sembra, infatti, che le donne “moderne” abbiano un problema con il labbro superiore, perché “se non arriva alle narici”, non è accettabile.

E così dietro all’innocenza della punturina di acido ialuronico, che tanto non è permanente e che tanto, ormai, sono tutti chirurghi estetici, questa piccola operanzioncina fai -quasi- da te prende piede facendo danni sempre più abominevoli. Danni di genere, intendo.

Ma come, ma non eravamo diventate tutte femministe?

Tu che vuoi tanto cambiare le cose, ma ti sei mai chiesta con quella facciotta “cotonata” che credibilità puoi avere?

Al di là delle varie facce che a ogni ciclo di filler (ogni 9 mesi più o meno, ovvero quando il corpo riassorbe la sostanza e quindi occorre intervenire nuovamente per rigonfiare i tessuti) diventano sempre più sfigurate, il danno vero lo fanno i media e tutti quelli che più o meno indirettamente rafforzano questi caricaturali modelli di bellezza.

Da una parte una moltitudine di donne insicure
Dall’altra parte un genere maschile che tenta sempre di mettere in ridicolo l’immagine del gentil sesso per ristabilire il controllo.

Perché, parliamoci chiaro, meglio far credere alle donne che la rivoluzione possa avvenire cambiando un vestito, uno stile, un taglio di capelli, che indurle a fare un passo evolutivo nella propria coscienza interiore.

Meglio lasciare le cose come sono diffondendo e suffragando un’immagine femminile comica, così da ridimensionarne la credibilità.

Non si fa altro che parlare di femminismo,
ci si scandalizza per i cartelloni pubblicitari di Pandora, ci si traveste da ragazzini trasandati, si abbandonano i reggiseni con le coppe per dimostrare senza mostrare e poi si tollerano di buon grado dei prodotti culturali mortificanti come queste tizie dalle facce deformate?

Ma ci rendiamo conto che essere emancipate non significa farci cosa vogliamo con il nostro corpo, ma piuttosto non farsi condizionare dai diktat che propinano e promuovono i media?

E anche se queste donne fossero, come si dice spesso, costrette dal “loro lavoro” a aderire a certe “tendenze” estetiche, sarebbe pure peggio. Una cosa è certa: chi a monte le pensa, le diffonde e le pretende non è una donna.

Tenersi la propria faccia è molto meglio di perderla.
[link primo commento]

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J’adore L’Or: un gioiello raro nel panorama dei profumi
J’adore L’Or è puro lusso olfattivo.

E non è un profumo. No, infatti, J’adore L’Or è un elisir. Un elisir nobile, divino.

J’adore L’Or è la quintessenza del bouquet floreale di J’adore, in cui le Assolute di Gelsomino e di Rosa di Maggio provenienti dalle tenute esclusive Dior di Grasse si mescolano al fascino orientale della Vaniglia e della Tuberosa.

Le sue Assolute floreali sono rare, la sua concentrazione è intensa. Ha uno spiccato carattere orientale, immediatamente riconoscibile in un bouquet ricco di sfumature, rotondità ed espressività. La sua sensualità è materica, un dipinto interamente dedicato alla bellezza dei fiori.

François Demachy, Parfumeur-Créateur Dior

J’Adore L’Or un bouquet pervasivo, elegante e ostinato che da oggi si presenta ancora più prezioso
La sua anfora, infatti, oggi si presenta sontuosa ed esclusiva come un’edizione limitata per esaltare ancora di più la magia di un’essenza da indossare e custodire come una gemma preziosa ... [LINK PRIMO COMMENTO]

Pop-up store cos'è? Una mania, ecco perché tutti li aprono

Pop-up store cos’è? Una mania, ecco perché tutti i marchi di moda li aprono
Pop-up store cos’è? Ora vediamo.

Se le parole d’ordine sono mutevolezza e incertezza, i marchi di lusso si stanno preparando a cavalcare l’onda dell’imprevedibilità eleggendo la “bizzarria” a norma. Bizzarria intesa come sorpresa, come momento ludico di matrice infantile, facilmente riconducibile, in termini di sensazioni, a tutta quella serie di emozioni positive tipiche delle feste tradizionali. E così saltano fuori dal nulla pop-up store, come se non ci fosse un domani.

I pop-up sono dei negozi temporanei,
che portano il concetto di “speciale” nella vita “normale” dei consumatori. Queste iniziative, quindi, sposano l’idea dell’effetto sorpresa e puntano tutto sulla precarietà della loro esistenza in luoghi inconsueti, per incentivare le vendite. Vendite flash, che solitamente interessano edizioni limitate del marchio, così da sfondare le resistenze anche dei più riluttanti all’acquisto.

Maison Chanel fresca di apertura presso Nordstrom a Seattle rifiuta la volgare dicitura pop-up tratteggiando l’operazione con la suggestiva, quanto sofisticata, definizione di “boutique effimera”, mentre tutt’intorno il Demna Gvasalia pensiero contagia il sistema dettando ritmi e convenzioni.

Le ultime incursioni firmate D.Gvasalia
Proprio 2 settimane fa il designer ha scrollato il quotidiano dalla banalità facendo atterrare la compagnia del DHL &Co. (leggi Vetements) a Hong Kong, precisamente al Kai Tak Cruise Terminal.

Un solo giorno di vendita, tutti invitati.

La settimana appena passata, precisamente il 30 di novembre, al Dover Street Market di Londra Balenciaga ha aperto un negozio temporaneo con un apposito corner copy point che consente, attraverso loghi e stampe, di personalizzare le t-shirt del brand, accedendo con giochi touch screen al mondo firmato Balenciaga.

Perché il pop-up store è principalmente consumo esperienziale
Un divertimento inatteso. Quello che compri (se compri), invece, un balocco da tenere per ricordo.

Il “gioco” è l’espediente vincente per stimolare la curiosità di generazioni pellegrine affamate di attenzioni e in cerca di mondi inclusivi in cui sperimentare la propria unicità.

Perché la voglia di sorprese c’è sempre stata, questo lo ha insegnato al mondo Michele Ferrero
E allora torna buono l’insegnamento di Michele Ferrero, padre di tante piccole gioie golose e non in ultimo dei mitici Ovetti Kinder. [...]

http://www.theladycracy.it/2017/12/02/pop-up-store-cose-una-mania-ecco-perche-tutti-li-aprono/

COSA REGALARE AD UNA RAGAZZA PER NATALE 2017? CI PENSO IO

COSA REGALARE AD UNA RAGAZZA PER NATALE 2017
Cosa regalare ad una ragazza per Natale. Se il tuo cervello si è inceppato, questo post è fatto per te. Ma anche per Te che aspetti un regalo decente da Lui. Con la preghiera di diffusione.

Il regalo alla “tipa” non lo deve scegliere tua madre, né tua sorella e nemmeno tu. Fai fare a me.

Pronto intervento regali di Natale per LeI:
prima che tu possa cadere vittima della presunzione in stile :”va bè non so cosa regararle, tanto ha tutto, allora faccio da me”.

Prima che tu possa arrivare con un completino intimo rosso in vista di un Capodanno “scoppiettante”. Prima che tu possa sbattere il naso di fronte alla scelta di una collanina Swarovski, cedere alla sciatteria di una borsa Guess, ma pure che tu faccia lo splendido (con il conto in banca del papà o del nonno) affidandoti alle premure della prima commessa dalla faccia carina in grado di rifilarti le più improbabili amenità, lascia che ti indirizzi io su qualcosa di accettabile.

Ad ogni storia d’amore un regalo:
Partendo dal presupposto che dopo un po’ di anni di confidenza, dopo aver stabilito il fatidico budget di spesa per i relativi “pensieri” di Natale, ci si regala solo cose che si vogliono fortemente (tradotto: ci si scambia i soldi impacchettati). E dato per assodato il fatto che tra le coppie “più stanche” va molto forte la cosa del viaggio ( “noi ci siamo regalati il viaggio” -appperò-), così ci si toglie il pensiero e l’imbarazzo e si passa per anticonformisti, intellettuali e supermoderni, esistono anche coppie giovani.

Storie d’amore livello “facile”
Vi vedete da poco tempo, ma ti interessa per davvero. Vuoi fare bella figura, ma non è il caso di dare fondo ai risparmi. Budget (150,00-350,00 euro).

L’idea alternativa, un po’ da hipster, un po’ da nostalgia violenta è regalarle un giradischi con un bel vinile. Un’altra cosa carina sarebbe un oggetto d’arredamento superinstagrammabile come la luce-luna da appendere al muro.Terza idea di comodo, se non ce l’ha già, la mitica polaroid. Se la tipa, invece, è più glamour, potresti sempre optare per una cintura firmata, una Gucci, ad esempio, accontenta tutte. Anche una maxi sciarpa Acne Studios (200, euro), potrebbe essere un bel compromesso, tra utilità e coolness [...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/30/cosa-regalare-ad-una-ragazza-per-natale-2017-ci-penso-io/

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Immagina una femminilità solida, divina e demoniaca. Immagina la forza di una passione vietata. Immagina di sentirti completa e infinita. Immagina di essere forte e volitiva. Immagina di essere magnifica e famelica. Immagina di essere il tuo profumo. Tu sei veleno. Un veleno irresistibile.
#iampoison #sponsored #beautyreporter @diorparfums Glamour Italia
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Ph. @ksenia_photo_it grazie anche a NH Collection

Nostalgia Millennials: e quindi siamo una generazione patetica?

Nostalgia Millennials: e quindi siamo una generazione patetica?
Nostalgia Millennials. Diciamo la verità, quel compiacimento morboso che si prova andando a rovistare quotidianamente tra i ruderi del secolo scorso sta diventando patologico. Finita (o quasi) la mania/magia degli unicorni, da qualche anno, complici il cinema, una moda sempre più ripetitiva e un abile sfruttamento del marketing della nostalgia, si è realizzato un totale, morboso, preoccupante -perché consenziente- stordimento della popolazione.

Si chiama marketing della nostalgia quella strategia che

aggancia l’attenzione dei Millennials facendogli rivivere i ricordi positivi e le icone del passato, questo, infatti, li farebbe sentire bene.

In an age of impersonal digital media, building social connectedness through nostalgia is an easy way for companies to leverage the optimistic feelings that often accompany walks down memory lane. Associating brand messaging with positive references from the 90s, 80s — and even the 70s — humanizes brands, forging meaningful connections between the past and present.

(Forbes.com)

Il mito di fine secolo
Anni ’70, anni ’80, anni ’90. Non riusciamo a vedere altro che passato, più si allontana, più lo rimpiangiamo. Siamo la prima generazione, che preferisce il passato al presente e pure al futuro. Con Youtube, Instagram e Pinterest, poi, abbiamo la possibilità di collezionare una mole infinita di figurine appartenenti a passati remoti, alcuni nemmeno vissuti.

E così si boicotta il presente, adagiandosi lagnosi e viziosi nell’immoto balsamo del tempo che fu. Patetico, appunto.

Ma perché tutta sta malinconia? In fondo, abbiamo tutto. Sperimentiamo tutti i giorni l’eccezionale velocità dei mezzi di comunicazione istantanei, delle consegne in 24 h., delle serie tv no limits, del lusso a portata di tasca e di mano, dei voli low cost, del cinema a casa nostra, insomma, non ci si è fatti mancare niente, eppure manca sempre qualcosa. Qualcosa di grande, ma che non si dice. Perché sui social la sofferenza è: tabù.

Siamo patetici, sì, ma teneramente, perché, in fondo,
a noi mezzi giovani, nati analogici diventati digitali, ci è stato tolto tutto [...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/26/nostalgia-millennials-e-quindi-siamo-una-generazione-patetica/

Black friday 2017 Italia: è il momento di pensare ai regali di Natale

Black friday 2017 Italia: è il momento di pensare seriamente ai regali di Natale
Black friday 2017 Italia + Cyber Monday: più sotto ti segnalerò tutte le iniziative, ma prima un po’ di colore. Una curiosa indagine (condotta per un anno da bestshopping.com) ha, infatti, svelato il profilo del risparmiatore contemporaneo.

Le donne non hanno il gene del risparmio nel DNA, e vabbè
Tra 200000 utenti abitué dello shopping online è venuto fuori che in linea generale i segni zodiacali più oculati sono l’ariete, lo scorpione e il cancro (io faccio eccezione). I taccagni veri però sono gli uomini. Uomini che abitano prevalentemente a Roma e Milano. Questi tizi attenti al prezzo comprano elettrodomestici e robe tecnologiche -che sfigatelli poveretti-.

Dalla ricerca, poi, emerge anche che tutti noi tendiamo a comprare il mercoledì, mentre l’orario preferito è quello dalle 16 alle 20, insomma in piena crisi identitaria, quella che coincide con la fine della giornata lavorativa.

Ma tornando a noi, i fenomeni del Black friday e del cyber monday arrivano dall’America e ormai interessano qualsiasi tipo di prodotto, quindi anche la moda e il beauty.

Black friday 2017 Italia: ecco gli e-commerce che aderiscono agli sconti e fanno comodo a noi femminucce
Allora, su Asos sono già attivi gli sconti e tra il vario ciarpame si rischia di trovare qualcosa di originale soprattutto nella sezione “idee regalo”.

Su Yoox ci sono degli sconti fino alle 10.30 pm del 22 novembre.

Zalando,H&M, Kiko, Amazon, stanno già facendo sconti e dureranno tutta la settimana.

Oysho dall

http://www.theladycracy.it/2017/11/21/black-friday-2017-italia-e-il-momento-di-pensare-seriamente-ai-regali-di-natale/

cosa si vende di più nel settore moda

Cosa si vende di più nel settore moda del lusso?
Cosa si vende di più nel settore moda del lusso? Sneaker, calzini e occhiali da sole

Non saprei ricordare quante volte sia stato consigliato a Miuccia di puntare su un bel paio di sneaker per sbaragliare la concorrenza e ritornare in pista con le vendite. Perché, indipendentemente dalla bellezza, la gente “casualizzata” esige comodità, il che significa anche estrema”usabilità” e, naturalmente, riconoscibilità. Tutto questo, però, ad un prezzo avvicinabile.

Ma perché mai un marchio di lusso come Prada dovrebbe ammucchiare questa roba solo per far piacere ai consumatori medi?
E qui si arriva al succo della questione. Ecco il presupposto da cui bisogna partire per capire come sta funzionando il sistema.

Il presupposto scontato, che scontato non è, è che il lusso -almeno come lo intendiamo oggi- è un concetto che interessa poco i RICCHI, quelli veri.

Questi Paperoni, infatti, snobbano altamente tutto quello che noi, piccoli individui dal grande ego virtuale, aneliamo. Perché? Semplicemente perché ogni nostro più grande desiderio, lo hanno già. E allora non si tratta più di disquisire sull’acquisto o meno dell’ultimo marsupio Gucci, quanto, piuttosto, sulla mega villa negli Hamptons. Ecco.

“Se la spesa per il lusso fosse davvero guidata dai ricchi, l’industria del lusso sarebbe un settore di nicchia che serve pochi fortunati, piuttosto che un’azienda dinamica e globale che vende a un mercato di consumo misurato in milioni“.*

fonte Businessoffashion.com

Più i tempi si inaspriscono più il consumo di lusso si rimpicciolisce (anche nel prezzo)
Perché, nonostante tutto ( anzi, proprio nei momenti più critici), l’acquisto di un “pezzo” (o pezzetto) firmato, rimane sempre un augurabile premio di consolazione.

Cambia l’offerta. E così anche i prodotti di lusso più grotteschi, ma abbordabili, trovano il loro posto, e che posto
In testa alle vendite i dati piazzano al primo posto le scarpe. Per la precisione scarpe da ginnastica. Scarpe da ginnastica come quelle Vetements, che vengono fulminate nel giro di poche ore da una carica di nuovi consumatori su di giri [...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/19/cosa-si-vende-di-piu-nel-settore-moda-del-lusso-rimarrai-incredula-ma-e-cosi/

Spice girls reunion nel 2018: ecco 5 chicche dei loro look attualissime

Spice girls reunion nel 2018? Così pare
Spice Girls reunion nel 2018: è il momento di monetizzare. Ovvero, i tempi sono maturi abbastanza per sfruttare la pochezza artistica in circolazione e fare man bassa di giovani disagiati in cerca di idoli.

E’ proprio il momento adatto per dare un assaggio alle nuove generazioni del mito pop nato nella “Belle Époque” dell’analogico. E siccome il revival degli anni 90 vanta anche, se non soprattutto, sfegatati battaglioni di FAN -privilegiati- nati giusto in tempo per goderne i suoi frutti, possiamo dire che Mel C, abbia avuto proprio una grande idea.

L’era in cui viviamo è impazzita per tutto ciò che è retrò e commemorativo. Simon Reynolds

Questa reunion sarà così corredata da un album,
programmi televisivi, un tour e chissà quale altra trovata promozionale o attività di merchandising. Il tutto, senza il playback di Victoria. Eh sì, Posh Spice si è ufficialmente distanziata dal quartetto delle buontempone smentendo le voci che circolavano sulla sua partecipazione. Che snob.

Ma ecco 5 chicche dei look delle Spice Girls che oggi vanno ancora fortissimo,
Da (ri)”maneggiare” con le dovute cautele.

[...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/17/spice-girls-reunion-nel-2018-ecco-5-chicche-dei-loro-look-attualissime/

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Il lusso è femminile e ultraterreno. Stellare. Questo è il mio NOVAROSA FULL DIAMONDS @bellrosswatches #novarosa #superluxury #luxurywatch #luxurywatches #luxurydesign #luxurygifts #luxurybrand #luxury💎 #igersmilano #bellandross

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“È Il profumo a vestire l’anima. Gli abiti adornano, il trucco armonizza, gli accessori impreziosiscono, ma senza una fragranza indimenticabile tutto si dissolve. Poison Girl, è un indizio felino che travolge i sensi con una sensualità irruente, pulsante, rapace. Con Lui non hai bisogno d’altro. E non ti basta mai. #iampoison #beautyreporter #sponsored @diorparfums @glamouritalia

Ph. @ksenia_photo_it // grazie a NH Collection NH Collection Milano President 🏢

Moda e femminismo: tra tomboy girl e rude girl, ecco cosa succede

Moda e femminismo: tra tomboy girl e rude girl, ecco un nuovo genere
Moda e femminismo. Il successo eclatante raccolto nell’esercito femminile da movimenti anti-fashion brutali come quelli di Demna Gvasalia e Virgil Abloh ci dicono molto sui cambiamenti in atto nella società. Siamo di fronte alla genesi di un nuovo genere. Non è prettamente femminile, non è maschile e non è nemmeno l’assenza di uno e dell’altro, semmai la sua somma potenziata.

Quando molte persone corrono tutte insieme nella stessa direzione, occorre porsi due domande: dietro a cosa stanno correndo e da che cosa stanno scappando.

T.H.Marshall*

Tomboy e rude girl, il nuovo femminismo
La moda (di)-sgraziata, caricaturale e sradicata dai codici estetici tradizionali è tutto quello che l’universo femminile stava aspettando per affrontare i secolari disagi accumulati.

Le donne si vestono “male”, ma si sentono bene.

L’abbigliamento come via di fuga verso la sicurezza: quando l’abito e le connotazioni femministe assumono un aspetto di primo piano [...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/12/moda-e-femminismo-tra-tomboy-girl-e-rude-girl-ecco-cosa-succede/

Weili Zheng

Una parola: PAZZESCO. Collezione PRECIOUS ROCKS/// Questo è il cofanetto-pochette ispirato alle sfilate che contiene il rossetto ROUGE DIOR BIJOU 999 matte in una versione nuova con anello Cannage sfaccettato, più 5 ricariche delle sue tonalità iconiche. 💥💥💥💥💥💥il regalo perfetto 💥💥💥💥💥💥💥 @diormakeup #diormakeup #preciousrocks #rougedior @peterphilipsmakeup #makeupqueen #luxurymakeup #fashionbloggeritalia #makeuplovers #makeupart #diorlover #dior💄

Moda instagram tendenze inverno 2017: ecco i 5 accessori più cool

Moda instagram tendenze inverno 2017: ecco i 5 accessori più cool
Moda instagram tendenze inverno 2017.Instagram portatore sano di vizi e poche virtù.

Instagram diffusore di virulente ossessioni, non dà scampo. Nessuno dei suoi 500 milioni di utenti attivi per mese può sfuggire ai suoi continui, subdoli, crudeli richiami consumistici. Come il feed si aggiorna, una slavina di tentazioni perfettamente in linea con il nostro modo di vivere, pensare, mangiare, lettera e testamento ci chiama, risucchiandoci, a volte lentamente, altre più rapidamente, nel vortice del desiderio materialistico.

Peccatori arrendevoli, tutti noi sappiamo come funziona il gioco, eppure le wishlist lievitano. Ma quali sono gli accessori più ambiti dalle insta-fashion-addicted?

Ecco i malefici 5 che spadroneggiano su Instagram
I 5 accessori che vorrei ma non posso, vorrei ma non metto, vorrei ma non so se ne vale la pena.

[...]

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Sulla moda di oggi, che è quella di ieri
YVES SAINT LAURENT / anni 80/ Rive Gauche #fashionhistory #rivegauche #ysl #yvessaintlaurent #80sfashion #80s #tailleur#powersuit #feminist #powergirl #fashioninspo #fashionbloggeritalia

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Le rouge sculpt bi-teinte colore contorno più scuro e interno labbra più chiaro, in un solo gesto #givenchybeauty #lerougesculpt 💥💄💜❤️ @givenchybeauty #lipstickaddict #luxurymakeup #makeuptips #makeuplovers #lipsticktwotone

Hygge style 2017: dalla Danimarca la felicità, ecco cosa significa

Hygge style 2017: che cosa significa?
Hygge style in principio è un comportamento, ma anche un sentimento, un’attitudine che diventa abitudine, ovvero, parte integrante e identificativa della cultura di una comunità, in questo caso quella Danese. Hygge è lo star bene, in armonia con lo spazio e con le persone che lo abitano. Molto difficile da circoscrivere con le parole, il significato lo si può sperimentare facilmente nella moda.

Hygge style è la tendenza moda che fa bene a tutti
Hygge style, dalla Danimarca con amore. E non è un caso che i Danesi siano la popolazione [...]

http://www.theladycracy.it/2017/01/04/hygge-style-2017-dalla-danimarca-la-felicita/

Erdem HM: storia di uno sconosciuto, che fa il salto di quantità

Erdem HM: quando la controtendenza dovrebbe fare tendenza
Erdem HM, il masstige vira verso la nicchia. Dietro le quinte la voce girava da un pezzo: la vecchia storia delle capsule con i big del prêt-à-porter stava diventando sempre più fiacca.

Quando le vendite di abbigliamento prêt-à-porter ristagnano all’ombra della moda veloce e quando le tendenze mainstream sono disponibili su tutti i canali a tutte le ore e a prezzi ipercompetitivi, occorre prendere una decisione maschia e ripensare il format del masstige.

Gli Svedesi fiutano il business del “consumo diverso/alternativo” scommettendo su un designer semisconosciuto
Un inaspettato, un “anonimo”, marchio di lusso Inglese che si distacca nettamente da tutte le macrotendenze che guidano il sistema può diventare il cavallo di Troia per sfondare il mercato?

Dopo quasi 15 anni di collaborazioni del gigante fast fashion con nomi come Kenzo, Isabel Marant, Versace, Marni, Cavalli, Lanvin, Karl Lagerfeld ecc, spunta Erdem.

Erdem Moralioglu, è un designer (maschio, cosa che alcune colleghe ignorano) nato in Canada da mamma inglese e papà turco (vedi cognome). La sua bio è relativamente breve, dato che ha fondato la sua casa di moda nel 2005, ma a voi basterà sapere che il suo stile potrebbe essere assimilato ai nostri D&G per la pesantezza e vagamente a Gucci per la sovrabbondanza di dettagli. Sullo sfondo, sradicate pure i limoni e la Loren e piazzateci un cottage con una famigliola dal pelo aranciato. In giardino davanti alle tazze da tè, piccoli lord con la pipa e una serie di madame tutto pizzo e merletti: ecco l’immaginario Erdem. Per altre curiosità potete chiedere a Wikipedia.

[...]

http://www.theladycracy.it/2017/11/05/erdem-hm-storia-di-uno-sconosciuto-che-fa-il-salto-di-quantita/

ph. Ksenia Ivanova

Poster da parete per un ambiente in stile Nordico e chic

Poster da parete: quanto ci piace lo stile Nordico per la nostra casa
Poster da parete: che cosa sarebbe una stanza senza una finestra sui tuoi pensieri? Ecco, perché ci piacciono tanto le stampe. Ma che stampe? Oggi parleremo di stile minimal, ma per la casa.

Prendi spunto dalle Nordiche
Da quando ci facciamo gli affari altrui su Instagram entrando e uscendo da una casa all’altra, da una parte all’altra del mondo, la nostra concezione di “bello” si è evoluta notevolmente. Non mi sto riferendo solo alla moda, ma anche al design e all’arredamento. E non c’è niente da fare, come avrete notato, le Nordiche hanno dei profili Instagram stratosferici. Intanto, sono biondissime -vere bionde-(e non diamolo per scontato, perché il biondo funziona di più a livello visivo), ma il vero punto forte è dove si muovono: il loro habitat quotidiano. Un ambiente fatto di linearità, luce, comfort e calore.

Tutti pazzi per gli ambienti in stile Scandinavo [...]

Desenio
http://www.theladycracy.it/2017/11/02/poster-da-parete-per-un-ambiente-in-stile-nordico-e-chic/

Outfit inverno 2017: il total white è il look più chic in assoluto

Outfit inverno 2017: il total white è il look più chic in assoluto
Outfit inverno 2017: il total white è la risposta più fiera ed elegante al claustrofobico senso di insoddisfazione dato dalla moltiplicazione esponenziale delle tendenze.

Outfit inverno 2017:
l’outfit in bianco non è solo una questione estiva, ma una firma di stile che non passa inosservata. Una sorta di insurrezione pacifica alla rumorosa spettacolarizzazione di storie, persone e trend.

Total white, il non colore come scelta di forza anticonformista,
come trasposizione del comportamento assertivo, come sofisticazione necessaria. Ma come si realizzaun look tutto bianco?

Innanzitutto occorrerebbe assecondare il filone più austero della moda, ovvero, quello che più si avvicina al concettualismo Giapponese e al minimalismo alla Calvin Klein [...]

http://www.theladycracy.it/2017/10/19/outfit-inverno-2017-il-total-white-e-il-look-piu-chic-in-assoluto/

maimaimoda.it